UNA COMETA ANCHE PER TE!

La Vita si è manifestata e noi l’abbiamo veduta,
l’abbiamo toccata con le nostre mani…
Siamo i suoi testimoni e perciò ve ne parliamo.
Vi diciamo tutto questo perché la vostra gioia sia perfetta.”
( Gv.1, 1-3)

UNA COMETA ANCHE PER TE!

Può capitare che anche le ricorrenze più solenni, con il tempo, perdano colore e calore: si finisce per dimenticarne il significato profondo e, soprattutto, di non provare più emozione nel celebrarle. A Natale, però, più che celebrare l’anniversario di qualcosa accaduto in un lontano passato, viviamo la realizzazione di una promessa: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” come afferma l’apostolo Giovanni in una pagina che racchiude la profondità di tutto il suo Vangelo. Tutto quello che Dio ha detto, tutto quello per cui si è impegnato attraverso la testimonianza dei profeti (Tu che i Vati da lungi nunziar…) oggi lo incontriamo nel Bambino di Betlemme.

Celebrare davvero il Natale – e sono certo che questo desiderio lo portiamo tutti in cuore – vuol dire fissare il Suo volto tenero e indifeso, fino a farsi toccare il cuore da un evento che ha poco a che fare con sentimentalismi a buon mercato o buonismi di maniera. Il presepe – che, significativamente, abbiamo allestito anche nelle nostre case, aule aule scolastiche e nelle rievocazioni storiche di tanti paesi – converge sulla grotta: porta a questo Bambino, che è l’atto di fiducia immenso di Dio nei confronti dell’umanità, con il quale ci affida suo Figlio. L’evangelista sottolinea come davanti a Lui si giochi il mistero della libertà: “Venne fra i suoi, ma i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv.1,11-12)

La storia di salvezza inizia proprio da questa accoglienza, che richiede di essere preparata, vissuta intensamente e fatta crescere. Il Vangelo ce ne indica le modalità, quando ci ricorda coloro con i quali Gesù si è identificato: i piccoli, gli ultimi, i poveri, come ci ricorda continuamente, con le parole e con l’esempio, Papa Francesco.

Il Natale, a chi lo celebra seriamente, propone un modo nuovo di stare al mondo, di attraversarne le strade, di rapportarsi con gli altri; un nuovo modo di essere, che nasce dall’aver sperimentato che “in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”(Gv.1,4).

I nostri auguri, allora, realizzeranno le parole di papa Francesco: “Nell’accendere la luce dell’albero di Natale, noi vogliamo che la luce di Cristo sia in noi; che ci sia la luce nell’anima, nel cuore; che ci sia il perdono agli altri; che non ci siano inimicizie, tenebre…Che ci sia la luce di Gesù perché sia Natale”

Con l’augurio più sincero che tutto ciò si realizzi pienamente in voi e nelle vostre famiglie.

Fratel Pio

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2015_N.11